Le nostre escursioni sono sempre all'insegna della spensieratezza, dell'amicizia e del divertimento. Camminiamo lungo sentieri meravigliosi, immersi in paesaggi spettacolari che, a nostro avviso, meriterebbero di essere conosciuti e valorizzati molto più di quanto lo siano oggi.
C'è però una cosa che, puntualmente, riesce a rovinarci l'umore.
Durante il cammino è fin troppo facile imbattersi in bottigliette di plastica, lattine, cartacce, involucri di merendine e ogni genere di rifiuto abbandonato lungo i sentieri o, peggio ancora, in prossimità delle vette. Un comportamento incivile che deturpa l'ambiente e offre una pessima immagine di una montagna che, invece, dovrebbe essere rispettata, amata e tutelata da tutti.
Nel nostro piccolo cerchiamo di dare il buon esempio. In ogni escursione nello zaino non manca mai il "sacchetto dello sporco", nel quale raccogliamo tutto ciò che qualche maleducato ha pensato bene di lasciare sul percorso. Non risolveremo il problema, ma almeno facciamo la nostra parte.
Detto questo... dobbiamo fare una confessione.
Anche noi, purtroppo, lasciamo sempre qualcosa sulle montagne.
Lo sappiamo, è un comportamento riprovevole, vergognoso, disdicevole e assolutamente indegno di un componente di ApuaneApe.
Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non siamo mai riusciti a eliminarlo.
Per fortuna il colpevole è uno solo.
Ormai tutti lo conoscono con il suo nome di battaglia: PeCagaron.
Noi ormai abbiamo imparato a riconoscere i sintomi con largo anticipo. Lo vediamo cambiare espressione, gli occhi si spalancano, il volto si contrae in una smorfia che lascia pochi dubbi e, quando mancano circa quattrocento metri alla vetta, succede l'inevitabile.
Aumenta il passo.
Prima accelera leggermente.
Poi ancora.
Poi parte come se stesse disputando la finale olimpica dei 400 metri.
Noi proviamo a stargli dietro, ma è impossibile.
Dopo pochi minuti lo vediamo in lontananza correre con lo zaino già sganciato, mentre cerca disperatamente un cespuglio sufficientemente discreto. Poi... scompare.
Ed è proprio in quel momento che avviene l'inesorabile "deposito in vetta".
Una volta, però, siamo riusciti a sorprenderlo in flagrante.
E, naturalmente, abbiamo anche la prova fotografica che lo immortala durante questa memorabile impresa.
Abbiamo tentato di risolvere il problema in ogni modo. Sono state sperimentate perfino scorte industriali di Imodium, ma senza il minimo risultato. È semplicemente più forte di lui.
La cosa incredibile è che il fenomeno sembra essere strettamente collegato alle cime.
Quando arriva in vetta... deve assolutamente liberarsi.
Durante una traversata sugli Appennini siamo passati su tre cime consecutive e lui, con encomiabile costanza, ha voluto lasciare un "ricordo" su tutte e tre.
A quel punto il Consiglio Direttivo di ApuaneApe, riunitosi in seduta straordinaria, non ha potuto fare altro che approvare il famigerato articolo 1367 dello Statuto, che recita:
"Per salvaguardare l'incolumità, la dignità e soprattutto l'apparato digerente del socio denominato PeCagaron, è severamente vietato programmare escursioni che prevedano il superamento di più di due vette nella stessa giornata."
Da allora la norma viene rispettata con assoluto rigore.
Del resto... alcune leggi nascono per necessità. Questa, decisamente, è una di quelle.

