Blue Flower

Questa gita non era in programma, ma per far contento il nostro PeFola detto anche PeVomito, appassionato di cave e di lizze, abbiamo deciso di andare sul monte Sumbra passando dalla lizza delle Comarelle.

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La giornata e fresca e soleggiata, siamo a fine settembre.

PeFola lo vedo un po’ titubante, non mi sembra che abbia tanta voglia di salire. Stranamente assorto nei suoi pensieri, forse sta pensando al ferocissimo Adolf, il suo cane.

 

Con noi abbiamo due ospiti battezzati immediatamente come PeGenero e PeSega1. La partenza è sulla strada per andare a Castelnuovo Garfagnana a circa 200 metri dal bivio con Capanne di Careggine immediatamente dopo il ponte del Balzello.

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Sono circa le 8:00 si parte.

 

 

 

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 La lizza delle comarelle, con i suoi 250 m di dislivello, inizia subito, impressionante l’inclinazione, in alcuni punti si supera anche il 100%, scavata quasi integralmente sulla roccia è veramente appassionante percorrerla.

Mi giro e vedo PeFola fermo, i suoi pensieri credo che non siano più per Adolf.

 

Continuiamo l’ascesa ormai siamo prossimi alla cava, PeFola inizia già ad avere problemi, la fatica gli sta annebbiando la vista. PeSegretario ha l’incombenza di tenerlo per mano, il suo sguardo ormai è perso nel nulla.

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A me sembra anche uno sguardo da tonto.

 

 

 

Dopo circa 50 minuti arriviamo alla cava , o quello che resta, c’è ancora una casetta con i vecchi compressori ormai completamente arrugginiti. Facciamo la pausa banana come prescrive lo statuto.

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 La speranza è che dopo la pausa e qualche banana PeFola si riprenda .

 

 

 

Dalla cava entriamo nel bosco passando vicino alla vecchia cabina dell’enel. Da qui non esiste un sentiero segnato, siamo andati in verticale come indicato anche da una traccia gps che avevamo. Il percorso all’interno del bosco è molto ripido e faticoso, spesso ostacolato dalla vegetazione che rendeva ancora più impervio il cammino. Comunque dopo una breve pausa, alle 11:00 eravamo fuori dal bosco, è stato un ora e mezzo di jungla.

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Si inizia a vedere già un bel panorama, suggestive le bellezze del fato nero, del freddone, dell’altissimo e la parte finale a settentrione della catena delle alpi apuane.

 

 

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Ci riposiamo un attimo prima di fare il sentiero di cresta che arriva ad incrociare il sent. 145 per il Sumbra. PeFola adesso ha perso anche la voce, lo rincuoriamo facendolo divertire con una radiolina.

 

 

 

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 Neanche in un ora arriviamo sul sent. 145, in questo tratto di cresta possiamo vedere l’intera vallata.

 

 

Percorriamo il sentiero, inizialmente è all’interno del bosco ed è piacevole camminare, chiamo PeFola per cercare di capire come sta e se riesce a salire gli ultimi 150 m di dislivello ma non mi risponde.

Sumbra10Era diventato anche sordo.

Da questa immagine posiamo comprendere lo stato psico-fisico in cui giaceva, immortalato nel momento in cui  stava cercando il contatto con qualcuno di noi per essere confortato. Stavamo veramente pensando a chiamare l'elicottero del soccorso alpino.

Ormai con la vista annebbiata, completamente senza udito e muto abbiamo preso una decisione drastica e quindi per salvaguardare la sua incolumità decidiamo di non farlo proseguire e lo leghiamo ad un faggio in modo che non si perda nel bosco e noi proseguiamo.

 

 Il sentiero adesso è molto bello, veramente impressionante l’enorme parete est a strapiombo del Sumbra. Un baratro di oltre seicento metri.

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Dopo un ora e mezzo siamo in cima, ci sono molte persone, facciamo conoscenza con un genovese che innamorato delle Apuane era li con suo figlio di circa 10 anni, l’espressione del bimbo mi fa capire il perchè i padri vengono uccisi dai figli.

 

 

Sumbra27Scendiamo, ripercorriamo il sentiero, alle 14:20 siamo di nuovo al boschetto, PeFola si era ristabilito, vedeva , sentiva e parlava e quando ci ha visto la prima cosa che ha detto è.. “si mangia?”   si era il momento.

Pesegretario nell’occasione fa sfocio della nuova maglietta regalata per il compleanno. Bella festicciola che gli abbiamo fatto. Non se l’aspettava (vedi).

 

 

 

Dopo un buon caffè ci incamminiamo in direzione di Capanne di Careggine, suggestiva la fessura tra la roccia, anche un po’ preoccupante, non dava la sensazione di grande stabilità.

 

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Qui PeSegretario si è voluto superare e per ricordare l'emozione che si prova attraversando il taglio, armato di Go-Pro, effettua una ripresa suggestiva. (Video del taglio tra le rocce).

Ad arrivare al paese ci mettiamo circa due ore e mezzo, sono le sei, il tempo di dissetarci e arriviamo alla macchina al parcheggio lasciata il mattino.

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Siamo affaticati, ma abbiamo passato veramente una bella giornata.

PeFola? Gli abbiamo ordinato di eseguire dei PeAllenamenti con il cane Adolf almeno tre volte la settimana seguiti da del PePotenziamento.

 

 

 

 Imp:  Tengo a precisare che i tempi, le distanze e le difficoltà esposte sono derivate da valutazioni puramente personali e non devono essere prese  ne considerate come valide indicazioni.

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