Se volete far provare a dei vostri amici le diverse sensazioni che una escursione nelle alpi Apuane può dare, allora questa è quella giusta. Se volete fargli conoscere le molteplici caratteristiche morfologiche e le asprezze che si deve sopportare per raggiungere le cime , allora questa è quella giusta. Se volete far ammirare dei panorami mozzafiato delle alpi Apuane , tanto vicini quasi da toccarli , allora questa è quella giusta. Se i vostri amici sono abituati a percorrere i bei sentieri degli apennini, allora questa non è quella adatta.
Partiamo da località Mozziconi ( 410 m. ), sulla strada del Vergheto, superato il paese di Forno , sono le 07:50. Percorriamo per un tratto il sentiero 37 la parte finale della strada camionabile che arrivava al poggio caricatore della via di lizza situata più in alto, superato il passaggio detto del gatto , un punto sul percorso dove è necessario accucciarsi per superarlo , dopo poco, lasciamo il sent. 37 , attraversiamo il canale e continuiamo a salire parallelamente al sentiero seguendo i segni rossi.



Dopo poco deviamo sulla destra e arriviamo ad una vecchia costruzione distrutta dove troviamo parte del meccanismo per far circolare il filo elicoidale con un dispositivo di frizione per lo sgancio. Proseguiamo e dopo un breve tratto di ripida salita entriamo nella vallata ,
di fronte a noi il Grondilice in tutta la sua possanza.
Continuiamo a salire a zig e zag per poi deviare a destra tagliando la vallata per raggiungere una piccola selletta per poi salire tra le roccie fino ad arrivare a Sella Focarelli che raggiungiamo alle 9:45, circa due ore dalla partenza.
Qui facciamo una breve pausa per poi continuare a salire fino a raggiungere il primo sperone della cresta. Continuiamo in quota e attraversiamo un piccolo boschetto per poi affrontare in salita il palero per raggiungere la vetta del picco di Navola, m. 1272. Vista la difficoltà a salire dal palero forse era meglio continuare camminando in cresta passando sopra il boschetto, sicuramente avremmo raggiunto il Picco più agevolmente.
Il panorama è fantastico , possiamo quasi toccare la catena delle Apuane tanto sembrano vicine a noi, proviamo sensazioni incredibili, non pensiamo a nulla e ci godiamo questi momenti. Sono le 12:00.
Scendiamo percorrendo un sentiero in quota che ci porta ad incrociare il sentiero n.37 dopo circa un’ora. Il sentiero passa sotto il monte Rasori ed in certi punti è divertente percorrerlo soprattutto nella parte rocciosa. Lo spettacolo del Picco alle nostre spalle è meraviglioso come il Sagro che vediamo davanti.



Decidiamo di scendere ancora e di pranzare all’ombra vicino la casa del pastore Evaristo ormai disabitata, passiamo vicino il rifugio Giovanni Pisano, costruito dal CAI di Pisa nel 1929 e distrutto nel periodo del conflitto mondiale purtroppo completamente demolito da una frana dopo la sua ricostruzione nel 1953. Sono le 13:45 , facciamo una pausa di circa un ora e mezzo , la giornata è veramente calda e la fatica si fa sentire ma siamo vicini all’arrivo.
Scendiamo per il sentiero n. 37 in effetti è una vecchia via di lizza che in alcuni suoi tratti mantiene ancora intatti i suoi muri di sostegno completamente costruiti con la tecnica dei muri a secco.


Il sentiero percorre il canale Regolo con la sua acqua limpida e fresca , non manca l’occasione di rinfrescarsi .
Arriviamo alle macchine alle 17:10 e partiamo verso casa, solo dopo un po ci accorgiamo di essere uno in meno ……. PeCustode si era addormentatato.
E’ ritornato la mattina seguente a piedi e bello fresco.
Traccia Statistica Sentiero





























