Ci sono volute due ore di macchina per arrivare al rifugio le Casermette punto di partenza della nostra escursione ma ne valsa la pena. Siamo partiti dalla sede alle ore 06:15, dopo l’uscita di Brugnato seguiamo la strada per Varese Ligure , Santa Maria del Taro e poi arriviamo a Pontestrambo località dove parte la strada per il rifugio.
La giornata è molto bella, il sole è già alto, beviamo un caffè, una foto, assistiamo per qualche minuto ammaliati dalle posizione che le gnocche assumono facendo esercizi yoga e partiamo, sono le ore 09:00.
Seguiamo la strada asfaltata per qualche minuto poi notiamo sulla nostra sinistra l’inizio del sentiero , indicato anche da un evidente cartello. Il sentiero è contraddistinto da un triangolo giallo.
Il sentiero è molto battuto ed è piacevole percorrerlo inoltre è interamente all’ombra. Dopo circa un ora di cammino usciamo dal bosco e ci apprestiamo a salire l’ultimo tratto sulla roccia, reso sicuro da una catena di acciaio che arriva fino alla vetta, in effetti ci è sembrato un eccesso di prudenza ma bisogna considerare che la vetta è meta anche di escursionisti poco esperti.
La piccola scalata è molto divertente, non è necessario usare le mani se non nell’ultimo tratto.
Arriviamo in vetta alle ore 10:15 e invece della classica croce troviamo una statua bronzea dedicata alla Madonna di San Marco protettrice delle valli del Taro e del Ceno posata nel 1937.
Il panorama è notevole , possiamo ammirare le nostre apuane in lontananza soprattutto il nostro monte : Il Sagro.
Facciamo una pausa di 15 minuti e PeChi la dedica a comprendere il funzionamento del suo I-Phone , è quattro anni che ci studia e a malapena riesce a fare delle foto . ..... Buttalo.
Scendiamo e percorriamo il sentiero che ci porta sul monte Aione , il tempo inizia a rannuvolarsi e rende la temperatura meno calda. Arriviamo al passo Incisa alle 11:00 .
Prendiamo l’alta via dei monti Liguri e arriviamo a Passo Spingarda dove inizia la leggera ascesa al monte Aione e la strada per il rifugio.
Accompagnati da due giovanotti, un 87enne e un 82enne arriviamo sulla cima dove anche noi incrementiamo la piramide di sassi con il nostro contributo. La cima in effetti è più simile ad una pianura, decidiamo di fare la pausa pranzo. Sono le 13:00.
Da sottolineare una novità sulla pausa in quanto oltre al vino bianco e nero necessari per ammazzare il pasto, oltre al Rhum necessario ad ammazzare il caffè oggi abbiamo anche bevuto una bottiglia di ottimo mirto , portato da PeCross, necessario ovviamente per ammazzare il rhum. In altre parole è stato un pasticidio.
Alle 14:30 riprendiamo la marcia , non con poche difficoltà di orientamento. Sarà il caffè.
Percorriamo un semicerchio e arriviamo alla cresta nord del monte Aione e da li iniziamo a percorrere una breve cresta fino ad arrivare ad un canale molto ripido che ci porta giù velocemente fino alla strada per il rifugio.
L’inizio del canale è un po ripido ed è necessario un poco di attenzione poi spiana e non crea problemi particolari.
Raggiungiamo la strada sterrata che ci porta al rifugio, molto trafficata soprattutto da ciclisti in e-bike , qui il pericolo era di non farsi arrotare .
Arriviamo alla macchina sono le 17:15.
Il giro è stato veramente piacevole , abbiamo percorso circa 15 Km con un dislivello eseguito di 866 m.
Questi due ? Sono i geni del gruppo, soddisfatti perché dopo circa mezzora di grande perplessità sono riusciti a capire il funzionamento del tasto “autoscatto” . Ma guarda con chi devo andare in montagna , mah.
Traccia Statistica Sentiero


































