Dovevamo essere soltanto in tre per questa escursione di mezza giornata sulle Apuane. Una classica uscita veloce, giusto per sgranchirsi le gambe e respirare un po’ di aria buona. Poi, all’ultimo momento, si è aggregato anche PeChi. Ritrovarlo dopo sette anni e tre mesi di assenza è stato davvero bello: certe persone, anche dopo tanto tempo, sembrano non essersene mai andate.
Sul Monte Pelato eravamo già stati nel 2017. Quel giorno il tempo era uggioso, con nuvole basse e aria umida, ma proprio quelle condizioni ci regalarono emozioni incredibili. Quando raggiungemmo la cresta ci trovammo improvvisamente sopra le nuvole: un mare bianco sotto di noi e le vette che emergevano come isole. Una di quelle immagini che restano nella memoria.
Questa volta, invece, la giornata è perfetta. Cielo limpido, aria fresca e quella piacevole sensazione del mattino presto che rende ogni passo più leggero.
Sono le 7:15 quando parcheggiamo la fedele PeC3 vicino all’inizio del sentiero che porta al Monte Altissimo. Percorriamo il tratto asfaltato fino allo sbocco della galleria del Passo del Vestito e poi iniziamo a salire lungo la strada di cava del sentiero 156, ex 41.
Poco prima del bivio con il sentiero 157 per Renara e con il 150 che conduce alla Schiena dell’Asino, sulla sinistra parte una bella via di lizza che sale verso una cava posta alla base della cresta est del Pelato.
Noi decidiamo di allungare leggermente il percorso: arriviamo fino al bivio per Renara e poi torniamo indietro imboccando la lizza. La salita si presenta subito severa. La prima parte, fino a un piccolo rudere vicino a un traliccio, è ancora ben conservata; più in alto invece il ravaneto ha quasi completamente inghiottito il vecchio tracciato.
Si sale con attenzione, cercando i punti più stabili e tentando di evitare il terreno instabile del ravaneto. La fatica si fa sentire ma viene ripagata rapidamente.
Quando arriviamo in cima alla lizza restiamo davvero sorpresi: davanti a noi si apre un enorme spazio pianeggiante, un’antica area di cava ormai riconquistata dalla natura. Un vero balcone panoramico che domina la valle di Renara fino al mare.
Sono appena le 8:00 e il panorama è già spettacolare.
Dopo una breve pausa riprendiamo il cammino. Traversiamo sulla sinistra nel versante di Arni seguendo un vecchio percorso dei cavatori, segnalato da alcuni punti rossi. È un tratto molto affascinante: in diversi punti la roccia è stata scolpita per creare appoggi sicuri, testimonianza del duro lavoro di chi passava da queste montagne ogni giorno.
Avremmo potuto salire direttamente in cresta, ma preferiamo questo giro più panoramico e storico, che rende l’escursione ancora più interessante.
Poco dopo raggiungiamo finalmente la cresta del Monte Pelato. La parte più esposta verso est è ormai alle nostre spalle e possiamo dirigerci con tranquillità verso la cima.
Il percorso è divertente e movimentato: in alcuni punti bisogna aiutarsi con le mani, ma senza particolari difficoltà. È il classico terreno apuano che rende ogni salita dinamica e mai monotona.
Alle 8:50 siamo sulla vetta del Monte Pelato. Il panorama è semplicemente fantastico. Le Apuane si mostrano in tutta la loro bellezza.
Ci fermiamo qualche minuto a goderci il momento, poi ripartiamo seguendo la splendida cresta in direzione del Passo dell’Angiola, conosciuto anche come Foce del Frate.
Alle 9:40 arriviamo al passo. È il momento ideale per uno spuntino serio, accompagnato naturalmente da un po’ di bianco frizzante. PeCustode però è a dieta rigorosa: mangia solo semi e beve acqua. Ormai lo guardiamo con rispetto… e anche con un po’ di preoccupazione. Più che un escursionista sembra un pappagallo addestrato.
Da qui avremmo potuto scendere direttamente alle Gobbie seguendo il sentiero 156 e in mezz’ora saremmo stati alla macchina. Ma visto l’orario ancora favorevole decidiamo di allungare l’anello passando dal Passo degli Uncini lungo il sentiero 143. Alle 10:30 raggiungiamo il Passo degli Uncini e iniziamo la discesa lungo il sentiero 153, ex 33.
Scendiamo percorrendo il sentiero 153 ex 33 e arriviamo alla macchina alle 11:30.
La giornata sembrava ormai avviata verso una tranquilla conclusione… invece ci aspettava il colpo di scena finale.
All’inizio pensavamo fosse poco dietro di noi. Fino all’imbocco del sentiero dal Passo degli Uncini verso la via di cava era sicuramente vicino al gruppo, poi nel giro di pochi minuti si è volatilizzato. Lo abbiamo cercato chiamandolo più volte senza risultato.
A quel punto la situazione ha iniziato davvero a preoccuparci. Siamo tornati indietro, abbiamo controllato i bivi e aspettato con crescente angoscia al parcheggio, sperando di vederlo comparire da un momento all’altro.
Finalmente, dopo attimi che ci sono sembrati interminabili, lo vediamo arrivare accompagnato da un altro escursionista. Appena ci raggiunge, l’uomo ci chiede se fosse uno del nostro gruppo e ci racconta di averlo accompagnato perché lo aveva trovato in evidente stato confusionale.
Lo abbiamo accolto con un grande sollievo. Piano piano PeCustode ha ripreso lucidità, fortunatamente senza ricordare nulla dell’accaduto. Probabilmente un improvviso calo fisico o un momento di disorientamento, ma per qualche minuto ci siamo davvero spaventati.
Alla fine, però, tutto si è concluso nel migliore dei modi.
Torniamo alle macchine stanchi ma soddisfatti. Una breve escursione, molto piacevole, resa ancora più bella dalla compagnia, dai panorami e da quella dose di imprevisto che, col senno di poi, rende certe giornate ancora più memorabili.
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Dati
Data 10 Maggio 2025
Tempo totale cammino: ore 3:50 circa
Traccia gpx
Distanze:
Gobbie - Cava Monte Pelato 45 m
Cava Monte Pelato - Cima Monte Pelato 50 m
Cima Monte Pelato - Foce del Frate 50 m
Foce del Frate - Passo degli Uncini 30 m
Passo degli Uncini - Gobbie 1:00 h

























