Blue Flower

 

Per questa escursione di mezza giornata abbiamo deciso di affidarci alle indicazioni del PeCustode. Dopo le due precedenti uscite sulle colline di Ortonovo, questa volta cambiamo zona e ci spostiamo nel territorio del Comune di Carrara.

Il percorso prende il via da Via Monte d'Arme. Siamo in quattro e, dopo tanto tempo, questa mattina torna finalmente a far parte della compagnia anche il PeVino.

La sua presenza viene accolta con piacere da tutti, anche se, a un primo colpo d'occhio, non sembra proprio al massimo della forma. Qualche dubbio sulle sue condizioni fisiche serpeggia nel gruppo: sarà la lunga assenza, sarà la ruggine accumulata nel tempo... oppure servirà semplicemente qualche chilometro per rimettere in moto le gambe?

Come sempre, sarà il sentiero a dare il suo verdetto. Per ora si parte, con il solito spirito di compagnia e la curiosità di scoprire cosa ci aspetta lungo il percorso.

 

 

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Originariamente il programma prevedeva un anello più ampio, con la discesa verso i paesi di Gragnana e Sorgnano, ma alcuni problemi legati ai tempi a disposizione ci hanno costretto a modificare il percorso. Decidiamo quindi di accorciare l'escursione mantenendoci sul versante di Torano, senza però rinunciare al piacere della camminata.

La giornata è splendida: cielo limpido, temperatura ideale e condizioni perfette per stare sui sentieri delle Apuane.

Iniziamo il cammino percorrendo via Monte d'Arme, dove incontriamo anche una piccola fontana. È proprio lì che comincio ad avere qualche dubbio sulla tenuta del gruppo, o meglio, sulla tenuta del rientrato PeVino.

Lo vedo avvicinarsi alla fontana e abbeverarsi con un entusiasmo degno di chi ha appena attraversato il deserto. In quel momento capisco che forse qualche problema lo avremmo avuto durante il percorso.

D'altronde, quando un escursionista appena ritrovato dopo tanto tempo si attacca alla prima fontana disponibile come se fosse l'ultima risorsa d'acqua sulla montagna, qualche domanda è inevitabile... La giornata è appena iniziata e il PeVino è già protagonista.

 

 

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Il sentiero inizialmente è gradevole, passiamo in una zona collinare  abbastanza aperta dove si incontra anche una casa abitata da due anziani con il loro cortile, qui si inizia a salire in cresta e si vedono perfettamente le due valli , quella verdeggiante di Gragnana e quella rovinata dalle cave di Torano.

 

 

 

Adesso il sentiero segue la cresta per tutta l'andata, è veramente divertente percorrerlo, il panorama è entusiasmante, sul versante di Gragnana si riesce a vedere persino la Corsica. Si sale rapidamente, arriviamo al Monte D'Arma a m.388.

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La fatica comincia a farsi sentire, soprattutto per il PeVino, che a ogni sosta coglie immediatamente l'occasione per concedersi un piccolo riposo... diciamo pure un vero e proprio momento di "ricarica".

Fino a quel giorno ero convinto che per dormire comodamente fosse indispensabile almeno un materasso, magari anche un po' di tranquillità e una posizione decente. Evidentemente mi sbagliavo.

Il PeVino ci dimostra che, quando serve, anche un letto di sassi può trasformarsi in un confortevole giaciglio: basta appoggiarsi, chiudere gli occhi e in pochi secondi il gioco è fatto.

La cosa più sorprendente è che, al risveglio, non solo non lamenta dolori o fastidi, ma sembra addirittura rinato, come se quella pausa improvvisata gli avesse restituito nuove energie.

 

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Superiamo il Monte d'Istrio, quota 493 metri. Lo stato fisico del PeVino continua a preoccuparmi, ma allo stesso tempo riesce a sorprendermi: è incredibile, sembra aver sviluppato una nuova tecnica escursionistica, quella del camminare dormendo.

Prosegue lungo il sentiero con gli occhi quasi chiusi, apparentemente scollegato dal mondo, ma comunque in grado di avanzare senza perdere la traccia. Una prestazione che meriterebbe sicuramente qualche studio approfondito.

Ora il percorso continua con una salita dolce e regolare. Mancano ancora una quarantina di minuti al punto stabilito per la nostra sosta colazione, ma la sensazione è che quei minuti saranno più lunghi per qualcuno.

Nel frattempo il PeVino ha già terminato la sua riserva personale di ben quattro litri d'acqua. Una quantità che lascia qualche dubbio: più che un'escursione, sembra abbia affrontato una maratona sotto il sole... o forse abbia semplicemente fatto una doccia durante il cammino!

È ormai al limite, ma finalmente arriviamo al nostro punto di sosta. Possiamo sederci e dedicarci alla cosa più importante: mangiare.

Per l'occasione il PeCustode ha pensato bene di portare un bel salamino, mentre il PePresidente contribuisce con una bottiglia di vino bianco. PeCross prende il comando delle operazioni e inizia ad affettare il salame, dando ufficialmente il via alla colazione del gruppo.

Finalmente si mangia, si chiacchiera e ci si rilassa... o almeno quasi tutti. Perché mentre noi iniziamo a gustarci il meritato spuntino, il PeVino, fedele al suo nuovo stile escursionistico, trova immediatamente la posizione giusta e si addormenta di nuovo.

A questo punto il dubbio è ormai legittimo: siamo sicuri che sia venuto a fare un'escursione o semplicemente a cercare nuovi posti dove dormire?

 

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È arrivata l'ora di rientrare. L'obiettivo è categorico: dobbiamo essere alla macchina entro le 13:00. Il programma è chiaro, i tempi sono stretti... ma, come spesso accade nelle nostre escursioni, arriva l'imprevisto che nessuno aveva messo in conto.

Il problema ha un nome preciso: PeVino non si sveglia.

Abbiamo provato di tutto per riportarlo alla realtà: richiami, sollecitazioni, qualche parola di incoraggiamento... ma niente da fare. Era ormai entrato in una fase REM così profonda che probabilmente non sarebbero bastate nemmeno le cannonate per interrompere il suo meritato riposo.

Dopo vari tentativi, e considerando che il tempo passa inesorabilmente, decidiamo di ripartire lasciandolo riemergere lentamente dal suo mondo dei sogni. Anche se con un certo ritardo sulla tabella di marcia, riprendiamo il cammino.

Scendiamo lungo il sentiero n. 40 che ci conduce verso Torano. Il cambio di percorso, dovuto alla necessità di accorciare l'anello e recuperare tempo, si rivela comunque piacevole e ci permette di attraversare un altro angolo interessante delle Apuane.

 

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Siamo arrivati. Abbiamo anche un altra foto dove con un selfie siamo tutti presenti, questa.


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Ovviamente c'è anche PeVino ma è fuori inquadratura , e sotto che stava dormendo.

Lunghezza percorso : circa 10 Km.

Dislivello:  500 m circa.

Tempo : mi rifiuto di scriverlo