Blue Flower

Ronchi sent

Anche oggi siamo in pochi! Per fortuna si è reso disponibile PeDoc, altrimenti saremmo stati soltanto in due: il PePresidente e PeSambuca. Strano, perché l’escursione prevedeva, al termine, anche una bella ricerca di funghi. Mi aspettavo quindi che qualcuno si facesse avanti, ma evidentemente la prospettiva di camminare in montagna non era abbastanza allettante… oppure i funghi promessi non erano sufficienti a convincere gli indecisi!

L’escursione in programma è l’anello del Monte dei Ronchi. Ci eravamo già stati nell’aprile del 2015, ma il Presidente di quella spedizione non ricordava assolutamente nulla. Beh, questa non è certo una novità! Stranamente, però, ricordava benissimo l’inizio della giornata, in particolare il momento della foto di gruppo vicino al ponticello sul Canale del Freddone. Poi, buio assoluto! In pratica, dell’intera escursione gli era rimasta impressa soltanto quell’immagine. Evidentemente la memoria del Presidente funziona a fotografie: una volta scattata quella giusta, il resto viene archiviato nel reparto smarrimenti.

 

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Come sempre, prima di partire facciamo la consueta foto di gruppo. PeSambuca tira fuori il cavalletto, assumendo immediatamente l’aria del fotografo professionista. Seguono ben 15 minuti di tentativi, regolazioni, posizionamenti e chissà quali altre operazioni tecniche. Alla fine, il risultato migliore è quello che vedete qui sotto.

Provate a immaginare la qualità delle altre!

Del resto, ormai lo conosciamo: un po’ come succede alle cene, qualsiasi cosa gli chiediamo di portare è sempre di livello piuttosto discutibile. Siamo arrivati al punto che, per evitare delusioni, abbiamo deciso di non chiedergli più nulla. Almeno così non rischiamo di rovinare la serata… o la fotografia!

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Sono le 9:00 e finalmente iniziamo il percorso. Il sentiero che percorriamo non è un itinerario CAI, ma è comunque ben segnalato con segni blu, secondo una tecnica di marcatura simile a quella utilizzata dal CAI. Una segnaletica che si rivelerà preziosa, soprattutto durante la discesa, permettendoci di procedere senza particolari problemi di orientamento.

Poco dopo la partenza raggiungiamo la vecchia cava abbandonata e proseguiamo lungo la via di lizza, antica testimonianza del lavoro e della fatica necessari per trasportare a valle i blocchi di marmo.

 

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Terminato questo primo tratto di lizza, che ci consente di scaldare i muscoli e ammirare il panorama del Sumbra, il percorso cambia improvvisamente carattere. A un certo punto la lizza piega decisamente verso sinistra, salendo rapidamente e attraversando un boschetto.

Per fortuna ci sono i segni blu, che ci guidano nella direzione giusta e ci evitano inutili deviazioni. Del resto, con il Presidente alla guida, meglio non affidarsi troppo alla memoria storica!

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Usciti dal boschetto, comincia la vera salita verso la vetta. Il percorso diventa subito più interessante: per procedere, in diversi punti è necessario aiutarsi anche con le mani.

Sono proprio quei passaggi che regalano sensazioni particolarmente piacevoli a chi ama un po’ arrampicare, senza per questo affrontare difficoltà eccessive. Naturalmente, sempre con attenzione e in sicurezza.

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La salita continua con una pendenza notevole e la fatica comincia a farsi sentire. Le gambe lavorano, il fiato si accorcia e, come spesso succede in questi momenti, ognuno comincia a riflettere sulle proprie scelte di vita. Magari, per un attimo, qualcuno si chiede se non fosse stato meglio restare a casa sul divano. Ma ormai siamo qui e la vetta ci aspetta!

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Siamo quasi in cima. Davanti a noi si distinguono le tre piccole sommità del Monte dei Ronchi: il nostro obiettivo è raggiungere la seconda..

20261017 105223Il paesaggio cambia ancora e diventa particolarmente suggestivo. Attraversiamo passaggi tra rocce e piccoli alberi, in un ambiente tipicamente apuano, dove la montagna alterna scorci rocciosi a tratti di vegetazione. È uno di quei percorsi in cui bisogna guardare dove si mettono i piedi, ma anche fermarsi ogni tanto per godersi quello che ci circonda.

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Raggiungiamo la prima sommità. Il cielo si sta un po’ rannuvolando, ma per il momento non sembra esserci il rischio di pioggia. Proseguiamo quindi verso la nostra meta.

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Alle 11:20 siamo finalmente in vetta! Sono trascorse due ore e venti minuti dalla partenza, due ore e venti di salita praticamente senza interruzioni. Una bella tirata, insomma, di quelle che il PePresidente apprezza particolarmente. Se non c’è da sudare, arrampicare un po’ e mettere alla prova le gambe, che escursione è?

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Ci concediamo una meritata pausa. Purtroppo le nuvole hanno coperto il sole e la temperatura si è abbassata leggermente, costringendoci a indossare qualcosa di più pesante.

Il panorama, però, è magnifico. Da quassù il Monte Altissimo sembra vicinissimo, tanto che viene quasi voglia di allungare una mano per toccarlo. Uno spettacolo che ripaga ampiamente della fatica della salita.

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Dopo circa 50 minuti di sosta decidiamo di ripartire. Sono le 12:30 e ci aspetta prima un breve tratto di discesa tra le rocce, poi una parte più lunga e decisamente più semplice, che si sviluppa all’interno del bosco.

Naturalmente, quando diciamo “più semplice”, non significa che possiamo abbassare la guardia!

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La discesa dalla vetta è impegnativa, soprattutto nella prima parte, che definirei tutt’altro che banale. È necessario prestare molta attenzione e, in diversi punti, è consigliabile utilizzare anche le mani per mantenere l’equilibrio e procedere in sicurezza.

La segnaletica blu, chiara e ben realizzata, si dimostra ancora una volta fondamentale. In discesa, infatti, è facile imboccare una traccia sbagliata che può condurre in situazioni potenzialmente pericolose.

Il consiglio è quindi quello di seguire con attenzione i segni e, soprattutto nei tratti in cui la visibilità è limitata, mantenere come riferimento la direzione della cresta, senza avventurarsi lungo tracce dubbie.

Insomma, qui non è il caso di seguire il primo che parte deciso, soprattutto se quel primo è il Presidente e non ricorda nemmeno dove siamo stati nel 2015!

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Dopo circa un quarto d’ora raggiungiamo il bosco e, poco più avanti, arriviamo alla galleria della cava. Il tratto più impegnativo è ormai alle spalle e possiamo finalmente rilassarci un po’.

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Superata la galleria, proseguiamo lungo la via di cava alla ricerca di un posto adatto per pranzare. Nel frattempo il sole è tornato a farsi vedere e ci permette di sistemarci comodamente all’aperto, godendoci finalmente un po’ di tepore.

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Dopo la pausa pranzo arriva il momento tanto atteso, almeno sulla carta: come da programma, ci dedichiamo alla ricerca dei funghi.

La zona è rinomata e le aspettative non mancano. Purtroppo, però, la fortuna non è dalla nostra parte: non c’è praticamente crescita e il bottino è decisamente deludente.

A dire il vero, qualcuno riesce a trovare qualcosa: il Presidente, naturalmente, scova dei bei funghi. Peccato che siano poco commestibili! Insomma, anche questa volta il suo contributo alla raccolta non passerà certo alla storia.

WhatsApp Image 2026 10 19 at 120942Alle 14:30 siamo di nuovo alla macchina. La giornata è finita e possiamo dire di aver trascorso un’altra bella escursione sulle nostre amate Alpi Apuane.

L’anello del Monte dei Ronchi è stata un’escursione davvero bella, consigliata soprattutto a chi ama i percorsi rocciosi, le salite ripide e quei tratti in cui, ogni tanto, bisogna aiutarsi anche con le mani.

Non è sicuramente una passeggiata per chi cerca sentieri comodi e pianeggianti, ma per gli appassionati di questo genere di itinerari offre grandi soddisfazioni, panorami splendidi e un percorso vario e divertente.

Il PePresidente, ne siamo certi, sarà stato particolarmente soddisfatto: queste sono proprio le escursioni che preferisce, quelle in cui si sale con decisione, si arrampica un po’ e si mette alla prova la propria resistenza.

Quanto ai funghi, invece, meglio stendere un velo pietoso. Ma non si può avere tutto dalla vita: abbiamo conquistato la vetta, ammirato panorami magnifici e trascorso una bella giornata in compagnia. Per i funghi ci riproveremo alla prossima occasione.

E magari, per la foto di gruppo, potremmo affidarci a qualcun altro… purché non sia il Presidente a scegliere il fotografo!

 

Dati: 

Traccia

Lunghezza percorso:  5,25 Km   (Clicca per vedere l'immagine )

 

Dislivello :   m 516 circa  (Clicca per vedere l'immagine )Altimetria

    

OrologioTempo totale cammino:  3:40 ore  circa

GPX

Traccia gpx   (Clicca per scaricare la traccia )

 

Distanze:

Galleria del Cipollaio - Vetta                                                    2:20 h

Vetta  - Galleria di cava                                                            20 m

Galleria di cava -  Galleria del Cipollaio                                  1:00 h