
Ce l'ha fatta per sfinimento. Non c'era escursione in cui il PeSambuca non cogliesse l'occasione per riproporre questo anello. Ogni volta la stessa domanda, ogni volta la stessa insistenza. Alla fine abbiamo ceduto, più che altro con la speranza che, una volta accontentato, smettesse finalmente di tormentarci con questa storia.
Siamo in quattro e la giornata si presenta splendida, anche se l'aria è decisamente frizzante. Le condizioni sono ideali per camminare e il cielo limpido promette panorami eccezionali.
Partiamo dal paese di Fossola e, fin dai primi passi, il sentiero regala scorci di grande bellezza. Il panorama si apre rapidamente sulla valle e, in lontananza, possiamo già distinguere i Palazzetti, la prima meta della nostra escursione.
Per il momento il PeSambuca cammina con un sorriso stampato sul volto: dopo due anni di incessanti richieste, il suo desiderio è finalmente diventato realtà. Adesso non gli resta che dimostrare che tutta quella insistenza era davvero giustificata.


Passiamo accanto alla costruzione, che si presenta imponente e conserva ancora oggi un grande fascino. Come sempre accade davanti a edifici così particolari, iniziano subito a rincorrersi le ipotesi sulla sua origine e sulla sua funzione.
La presenza delle piccole torrette agli angoli porta qualcuno a immaginare che si tratti di un'antica fortificazione. In realtà, approfondendo un po' la storia del luogo, scopriamo che i Palazzetti erano un antico borgo appartenente alla famiglia Pisani. A confermarlo è anche il pregevole stemma scolpito nel marmo bianco, ancora ben visibile sopra il portale d'ingresso.
Con il passare del tempo il borgo venne progressivamente abbandonato e i suoi abitanti si trasferirono più a valle, contribuendo alla formazione dell'attuale abitato di Fossola. Oggi ciò che resta dei Palazzetti rappresenta un'importante testimonianza storica, capace di raccontare un frammento della vita di queste montagne e delle comunità che le hanno abitate nei secoli.

Adesso il sentiero si fa più ripido, la temperatura sale, arriviamo in località radar vicino al paese di Santa Lucia.


Dopo una breve sosta riprendiamo il nostro cammino e raggiungiamo il Santuario di Ortonovo, più precisamente il Santuario di Nostra Signora del Mirteto.
Il luogo, già sede di un antico oratorio risalente al XV secolo, divenne meta di devozione popolare in seguito al presunto miracolo delle lacrime di sangue sgorgate dall'immagine dipinta della Madonna. Da quel momento la piccola cappella originaria acquistò sempre maggiore importanza, fino alla costruzione dell'attuale santuario.
Entriamo per una breve visita e rimaniamo subito colpiti dalla bellezza dell'interno. L'ambiente conserva numerose testimonianze artistiche e storiche, ma a catturare maggiormente la nostra attenzione è il pregevole tempietto del 1796, vero gioiello architettonico che impreziosisce l'intero complesso.
Anche questa volta l'escursione non si limita al semplice piacere del camminare: lungo il percorso troviamo storia, tradizioni e testimonianze di un passato che ancora oggi riesce a raccontarsi attraverso questi antichi edifici.


E' l'ora della colazione , approfittiamo del parapetto del Santuario per sederci e mangiare, il panorama è notevole , verso nord si vede il paese di Ortonovo mentre verso sud il piccolo paesino di Nicola abbarbicato sul promontorio.



Adesso scendiamo, si percorre un poco di strada asfaltata poi uno sterrato ci porta al castello di Moneta in origine un borgo fortificato di grande dimensioni.



La discesa procede spedita e, senza particolari difficoltà, rientriamo a Fossola. Sono da poco passate le 13:00 quando raggiungiamo il punto di partenza, giusto in tempo per chiudere questa bella mattinata e fare ritorno verso casa.
Alla fine bisogna ammetterlo: il PeSambuca, dopo tanto insistere, questa volta aveva ragione. È stata un'escursione davvero bella e interessante, capace di unire panorami, storia e testimonianze del passato.
Certo, non possiamo esagerare con i complimenti... ma ogni tanto bisogna riconoscerlo: anche il PeSambuca riesce a indovinarne una!
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