Oggi la giornata è fresca, arriviamo nel paese di Levigliani sono le 7:40 , partiamo subito. Percorriamo la strada che porta all’Antro del Corchia, dopo circa mezzora arriviamo al punto dove inizia la Lizza del Monte Ceto, precedentemente alla costruzione della strada la lizza scendeva fino al paese.
Sono le 08:10, iniziamo la salita, la lizza è ancora in discrete condizioni , ci accompagna un grosso cavo di acciaio probabilmente utilizzato per calare le cariche. La mancanza di piri lungo la lizza e due cavi elettrici sospesi per tutta la parete ci hanno portato a pensare che la lizzatura veniva fatta tramite un verricello elettrico.
Unico piro che troviamo , creato su un blocco di marmo, è nelle vicinanze di una piccola e leggera curva della lizza, probabilmente per utile per indirizzare la carica.
L’ascesa è molto ripida e non da tregua, dopo circa un ora siamo in cima dove passa la strada per la cava . Seguiamo la strada sterrata che ci porta alla cava dei Piastriccioni, da qui possiamo ammirare la via di lizza che si sviluppa tangente ai tornati della strada e l’ultimo tratto di lizza che originariamente arrivava alla vecchia cava del monte Ceto.
Arriviamo all’ultimo tornante, a sinistra c’è l’ingresso della cava dei Piastriccioni, l’estrazione del marmo è all’interno, si possono notare le grandi insenature per far uscire i blocchi.
Noi prendiamo a destra e percorriamo un tratto non segnato a mezza costa abbastanza esposto e arriviamo all’inizio della cresta del sentiero dei Ferruzzini, chiamato così per i pali di ferro piantati lungo il percorso per agevolare i cavatori al passaggio. Qui il sentiero si fa interessante in quanto si cammina in cresta , sulla sinistra il taglio della roccia e sulla destra in leggera pendenza che ci rende sicuri.
Dopo circa un ora arriviamo alla placca, una lingua di roccia che si distende fino a valle per centinaia di metri senza interruzione se non per delle vasche di recupero dell’acqua costruite tagliando la parete dai cavatori , un opera da ammirare.
Il passaggio sulla placca ovviamente è esposto ed è necessario molta prudenza , il piccolo marciapiede creato dai cavatori scalpellando la roccia e l’appoggio del corpo sulla parete ci da molta sicurezza.
Passata la placca percorriamo un tratto di palero fino ad un taglio sulla roccia da li poi si arriva immediatamente sul sentiero per il Corchia. Devo dire che l’ultimo tratto sul palero è abbastanza esposto , lo abbiamo percorso molto vicini alla parete.
Da qui possiamo ammirare la splendida cresta dei Ferruzzini che inizialmente abbiamo salito e anche la profonda parete con le vasche per il recupero dell’acqua.
Percorriamo la cresta , visitiamo la vecchia cava e arriviamo sulla cima che è mezzogiorno.
Una piccola pausa, qui il panorama è stupendo aiutato anche dalla bella giornata.
Arriviamo al rifugio sono le 13:40, pranzo, caffè, un bicchierino di mirto del rifugio e siesta.
Riprendiamo il cammino del ritorno , sono le 15:30. Visitiamo la trincea militare e arriviamo al passo dell’Alpino in mezzora. Da qui possiamo ammirare il Monte Corchia e la slamata che abbiamo attraversato nel punto più alto. Scendiamo le Voltoline in venticinque minuti , arriviamo a Levigliani sono le 17:00, in perfetto orario per essere a casa nel tempo prestabilito.
La gita è stata entusiasmante, non spericolata in quanto i tratti aerei ed esposti effettuati erano tranquillamente nelle nostre possibilità.
Ci siamo veramente divertiti.
Foto sequenza
Imp: Tengo a precisare che i tempi, le distanze e le difficoltà esposte sono derivate da valutazioni puramente personali e non devono essere prese ne considerate come valide indicazioni.
Traccia Statistica Sentiero






































